la Campagna Imperiale

Ombre su Bogenhafen 2

I nostri si recano ai magazzini del porto per dare un’occhiata, e qui incontrano Andreas Groeber, un ubriacone che protegge i magazzini degli Steinhager e sostiene di aver ammazzato il Goblin a tre gambe con la sua spada. Sbugiardato dal gruppo, si offende e chiama in suo aiuto dei conoscenti, costringendo gli stranieri ad allontanarsi. Gotti prova a rimediare un ingaggio come scaricatore con ???, che lo assume ma invece di consegnargli una divisa della Gilda, lo educe sui suoi minuziosi regolamenti e gli dà appuntamento al giorno successivo; a nulla valgono i tentativi del Nano di curiosare nei magazzini.

Il gruppo progetta di introdursi a casa Teugen o Steinhager, ma rinuncia dopo aver appreso da Baumann che i palazzi dei nobili sono vere e proprie fortezze. Il capo della corporazione dei ladri fa notare ai nostri che hanno destato molti sospetti facendo troppe domande in giro e avanza sospetti sui loro veri piani. Siegfried tenta di convincerlo di essere stato inviato dall’Inquisizione di Altdorf a caccia di un culto malvagio, e gli mostra la lettera di Johann Teugen, ma Baumann si dimostra poco interessato e invita i nostri a sbrigare i loro affari in fretta e andarsene, per la verità poco convinto della storia dell’Inquisizione.

Sconsolati, tentano un’ultima carta: Siegfried e Thora si fingono il Sig. e la Sig.ra Lieberung e si presentano al magister Magirius, millantando poco credibili amicizie comuni ad Altdorf e cercando di ottenere notizie sull’Ordo Settenario. Magirius, dimostratosi cortese ma sospettoso, li invita a cena alla Trota d’Oro e qui smonta le loro storie. Tentano il tutto per tutto, Siegfried mostra anche a lui la lettera di Teugen e racconta la verità: di come essi abbiano scoperto un tempio sotterraneo con un demone, e libri di magia nella sede degli Steinhager, e i progetti per un rito oscuro la sera successiva. Il magister, infuriato alle illazioni contro l’Ordo Settenario, abbandona il ristorante diretto alla Gilda dei Mercanti. A un cenno di Siegfried, Gotti tenta di intercettarlo ma viene fermato dalle guardie e abbattuto crudelmente. Siegfried e Thora decidono di fuggire e darsi alla macchia, passando la notte dall’altra parte del fiume, nella baracca di Ulthar il Pazzo.
La sera stessa, Deckhard e Ulric pattigliano la città in cerca d’indizi: quest’ultimo curiosa presso i magazzini dei Teugen ma viene messo in fuga da una guardia con un cane feroce; fuggito nei condotti fognari, vaga per ore cercando un passaggio sotterraneo ai magazzini che tuttavia non trova.
I nostri non lo sanno, ma quella stessa sera sia Andreas Groeber che Heinz Richter vengono sgozzati da un assassino sconosciuto.

La mattina successiva Siegfried e Thora tornano alla barca dove incontrano Deckhard e Alfred, raccontando gli eventi della sera precedente, e si accertano di non essere ricercati. Vengono raggiunti alla nave da un paggio di Magirius, che li invita per pranzo alla Trota d’Oro. Siegfried e Deckhard accettano e, dopo essersi ripuliti e vestiti d’abiti nuovi, si recano a pranzo con il magister. Costui appare visibilmente scosso, e confessa di aver sempre creduto che l’Ordo Settenario fosse solo un gruppo d’affari di mercanti, ma conferma che Johann Teugen ha convocato l’intero ordine quella stessa sera per un rito oscuro che include un sacrificio umano. Promette ai nostri di comunicare loro il luogo del rito quanto prima, perché fermino la follia di Teugen. Se ne va quindi tremante, senza rispondere alle domande dei due.
Nel frattempo Ulric staziona davanti alla casa di Teugen per buona parte della giornata, ma non scopre nulla di interessante, e quindi torna alla nave per riposare.

Nel pomeriggio i nostri tornano da Baumann, informandolo degli sviluppi. Questo presenta loro Johann, uno dei suoi uomini appena tornato in città, che viene assoldato come mercenario. Proprio allora il paggio di Magirius raggiunge i nostri e li invita urgentemente al palazzo del suo padrone: i nostri notano in lui due luminosi occhi azzurri. Johann viene messo alla prova e inviato a pedinare il paggio, e in un vicolo lo vede mutare aspetto e trasformarsi in una persona diversa, prima di entrare a casa di Magirius. All’arrivo dei nostri, essi vengono accolti dal solito paggio e introdotti in casa, dove trovano Magirius sgozzato: prima di morire, egli ha scritto col sangue sulla sua scrivania “mgzz13”. Il paggio è già in strada che grida alle guardia denunciando l’assassinio del suo padrone: Johann decide di sviare le autorità prendendosi la colpa e scatenando un inseguimento nelle strade della città. Siegfried e Deckhard intanto scappano per la finestra e scavalcano il muro posteriore, inseguiti da altre guardie. Mentre cercano di far perdere le proprie tracce, vedono un edificio andare a fuoco e un sosia perfetto di Deckhard, con gli occhi azzurri, correre in direzione opposta alla loro.

Dopo una lunga corsa, i nostri passano nei pressi del Magazzino 13, chiuso e appartenente ai Teugen, e capiscono che lì si trova il nuovo tempio dell’Ordo Settenario; poi si ritrovano nuovamente alla Berebeli. Da qui essi prendono una barca per uscire dalla città, e raggiungono Maltosius, a cui chiedono consiglio. Costui sta ormai per lasciare la città e non può offrire nulla più che le sue preghiere per i prodi avventurieri, che incoraggia ad agire contro il Caos.

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Lanfranch

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